MATRIMONIO A PADOVA
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Di solito ricevere una partecipazione o un invito al matrimonio di amici e parenti non coincide con l’augurio di eterna felicità agli sposi, ma con un solo pensiero: quello di una faticosissima giornata da trascorrere seduti a tavola a mangiare grandi quantità di cibo tra immancabili cori inneggianti al “bacio, bacio, bacio”, brindisi ed “evviva gli sposi”, agognando il momento della consegna della bomboniera che segna la fine di tanta sofferenza. Questo sempre se partecipare ad una cerimonia religiosa per voi non costituisce un problema. E se gli sposi foste voi? Se foste proprio voi a dover affrontare i cori, i brindisi, l’intera lista degli ospiti e i vostri genitori pronti ad invitare tutto l’albero genealogico? Che siate invitati o sposi, il segreto della felicità è immaginarsi nel ruolo opposto…e capirete subito che c’è chi sta peggio di voi. A parte le battute e i facili riferimenti a sensazioni che noi tutti conosciamo, l’argomento è serio e richiede attenzione, perché negli ultimi anni il matrimonio sta assumendo sempre più la dimensione dell’evento. Totalmente personalizzato e a volte svincolato dal bon ton, il matrimonio resta però legato alla tradizione che, opportunamente rivisitata, viene vissuta dagli sposi come una scelta e non come una costrizione in un giorno che rimane sempre e comunque IL GIORNO.
Io sono Greta De Gennaro, ma gli amici mi chiamano Dege, ho 29 anni e mi “cibo” di matrimoni con una tale passione che ho deciso di farne una professione. Ovviamente in questa sede la mia intenzione non è di organizzare il vostro giorno più bello, ma di condividere la mia passione e la mia esperienza affrontando in modo professionale le varie tematiche che ruotano attorno al matrimonio, senza tralasciare quel pizzico di ironia che a mio avviso accompagna in modo naturale l’argomento.
Tra il serio ed il faceto vedremo insieme come prepararsi al giorno del sì con efficienza ed arrivare all’altare sicuri che tutto è stato organizzato al meglio. Affronterò uno alla volta, i numerosi temi inerenti al matrimonio seguendo un ideale planning delle cose da fare e da sapere prima di sposarsi. Per ora concludo questo mio primo intervento con un concetto che io considero imprescindibile, attorno al quale ruota tutta l’organizzazione e la buona riuscita dell’evento: il vostro matrimonio deve parlare prima di tutto di voi.
A presto La Dege
Email: greta@dege.it |
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I Documenti “universali” |
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Lasciamo perdere i casi in cui se non ci si sposa in Chiesa si viene diseredati, o in cui si è costretti a far officiare lo zio prete. La scelta unione religiosa o civile a livello pratico-organizzativo non costituisce una difficoltà, per cui si pone esclusivamente quando nella coppia uno è credente e l’altro è “scettico”. Proviamo a fare un paio di considerazioni.
Per il credente: sposarsi in Comune non significa rinunciare alla Chiesa. Chi si unisce in matrimonio secondo il rito civile, può celebrare le nozze religiose senza nessun impedimento anche il giorno stesso. Nel passato era la procedura standard, dato che il matrimonio religioso non era assolutamente considerato valido a livello giuridico.
Chi è convinto che il matrimonio civile sia meno bello o significativo di quello religioso, sbaglia. Così come chi crede che la cerimonia religiosa debba risultare per forza noiosa. Tutto dipende da come vengono organizzate le cose, dalla scansione dei tempi ed anche dagli argomenti proposti. Una volta mi è capitata una sposa che non voleva assolutamente sposarsi in comune perché avrebbe dovuto rinunciare al suo abito bianco. Al mio “E chi l’ha detto?” si è stupita.
La convenzione vuole che in comune ci si sposi in tailleur, ma che io sappia non esiste da nessuna parte una regola scritta che imponga un certo tipo di vestiario. Nonostante il mio suggerimento di non farsi condizionare dalle convenzioni (che è uno dei suggerimenti che escono più spesso dalla mia bocca), non ha voluto sentire ragioni, quindi abbiamo studiato una soluzione alternativa.
Abbiamo fatto diventare il problema un vantaggio e lei è stata una sposa due volte bellissima: in Comune con un abito elegantissimo, e qualche ora più tardi in Chiesa avvolta in un vestito da sposa indimenticabile. Ciò che viene fatto con cura si distingue sempre.
Per lo “scettico”: il celebrante, durante la messa nuziale, assume la carica di pubblico ufficiale, ed è tenuto a leggere agli sposi ed a tutto l’uditorio gli articoli del codice civile che regolano l’unione matrimoniale secondo la legge dello Stato. I testimoni sono chiamati a certificare l’avvenuta lettura degli articoli e la conseguente unione valida ai fini civili, tramite firma sul registro della chiesa. Sarà poi cura del parroco chiedere la trascrizione dell’atto nei registri civili entro cinque giorni dalla celebrazione. A seguito dell’introduzione di questa procedura, il matrimonio prende il nome di Concordatario, ed è valido a rigor di legge.
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Sia che vi sposiate in Chiesa che in Comune, dovrete produrre della documentazione scritta. Per essere in regola, ognuno di voi deve avere un documento di identità valido, redigere un’autocertificazione in cui dichiara il luogo e la data di nascita, l’indirizzo ed il paese di residenza, la cittadinanza ed il proprio stato civile. Qualche tempo fa lo stato civile era suddiviso a seconda del sesso: Celibe per lui e Nubile per lei, ora si utilizza la parola Libero per entrambi. Qualora il vostro Comune fosse particolarmente “legato alla tradizione”, compilate il modulo di autocertificazione che vi fornirà. Quando avrete preparato questo documento, lo dovrete consegnare all’Ufficio Matrimoni.
Ci sono solo tre eccezioni per le quali l’autocertificazione non è un mezzo valido per presentare i documenti: se siete vedove da poco (meno di 300 giorni) ed intendete contrarre un nuovo matrimonio necessitate dell’autorizzazione del Tribunale Civile; se siete minorenni necessitate dell’autorizzazione del Tribunale dei Minori; se siete stranieri dovete presentare un vostro atto di nascita fornito dall’ambasciata tradotto in Italiano, un documento che attesti che non siete già sposati in patria (nullaosta), ed il passaporto.
Se uno dei due sposi (ad esempio lui) non risiede nel Comune in cui avverrà il matrimonio, sarà cura dell’impiegato dell’Ufficio Matrimoni presso il quale vi siete recati, trasmettere e richiedere al Comune di residenza dello sposo tutta la documentazione necessaria all’avvio della pratica.
Comune
Se vi sposate in Comune, quando avrete prodotto questa documentazione, potrete decidere la data in cui vi scambierete il Consenso, che all’atto pratico è la firma della richiesta di pubblicazione a cui assistono due testimoni scelti da voi, ma che spesso sono gli impiegati stessi del Comune. Dopo in consenso le pubblicazioni saranno affisse nell’apposita bacheca del Comune e saranno visibili al pubblico per otto giorni lavorativi. L’affissione ha esattamente lo stesso scopo della famosa frase “chi è a conoscenza di qualche impedimento per il quale quest’uomo e questa donna non dovrebbero unirsi in matrimonio, parli ora o taccia per sempre”. Chiunque legga le pubblicazioni infatti, può recarsi all’interno del Comune ed indicare i gravissimi motivi per i quali le due persone in questione non possono contrarre matrimonio. Se tutti tacciono per otto giorni, il Comune vi rilascerà il nullaosta necessario all’ufficiale di stato civile per procedere alla vostra unione, che dovrà necessariamente essere celebrata entro 180 giorni dalla data delle pubblicazioni.
Se ciò non avverrà, dovrete ripetere tutto l’iter burocratico.
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Se invece vi sposate in Chiesa, oltre a produrre tutta la documentazione “universale”, dovrete sostenere un breve corso per fidanzati, richiedere al Parroco della Parrocchia in cui avete ricevuto il Battesimo e la Cresima i relativi certificati e fornire le generalità dei testimoni. Generalmente i corsi prematrimoniali si svolgono in Parrocchia o al Consultorio. Ricordate che la Cresima è un requisito essenziale per contrarre matrimonio in Chiesa, per cui se non siete cresimati, dovete provvedere prima del matrimonio.
Anche nel caso del matrimonio in Chiesa, ci sono dei casi particolari in cui vanno presentati dei documenti aggiuntivi. Se volete sposarvi in una Chiesa diversa da quella della vostra Parrocchia, dovete farvi dare dal vostro Parroco un modulo che si chiama Stato dei Documenti, e portarlo alla Curia per farlo vidimare. Abbiate cura di fare le pubblicazioni civili prima di questo passaggio burocratico, perché quando lo Stato dei Documenti sarà vidimato, dovrete consegnarlo al Parroco della Chiesa in cui vi sposerete accompagnato dal certificato di avvenuta pubblicazione civile. Le pubblicazioni del Comune vengono esposte per 8 giorni lavorativi, e per la vidimazione della Curia servono più o meno gli stessi tempi, quindi fate bene i vostri conti.
Se invece volete sposarvi nella vostra Parrocchia ma da un celebrante appartenente ad un’altra, dovrete chiedere l’autorizzazione al vostro parroco, che poi provvederà a mettersi d’accordo con il Sacerdote da voi indicato e svolgere tutte le necessarie azioni burocratiche interne.
Il secondo caso in cui servono documenti aggiuntivi, è quello in cui uno dei due sposi o entrambi, dopo i 16 anni abbiamo lasciato la propria Diocesi per un periodo superiore ai 12 mesi.
In questo caso serve un Certificato di Stato Libero Ecclesiastico, rilasciato dalla Diocesi “estranea” a quella di appartenenza. Questo documento ha la stessa funzione del nullaosta richiesto agli stranieri. Alla fine di tutto l’iter burocratico, il Parroco rilascerà l’autorizzazione al matrimonio e verranno affisse le pubblicazioni anche in Chiesa. Nel caso abbiate scelto una Chiesa diversa da quella della vostra Parrocchia, le pubblicazioni saranno affisse in entrambe.
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| Mi vuoi sposare? |
Dopo tante informazioni serie sui documenti, proviamo ad affrontare con leggerezza un altro paio di argomenti.
Il primo è la fatidica domanda: Mi vuoi sposare?
Per qualche oscura ragione nella cultura occidentale il ruolo dello sposo è da sempre secondario rispetto a quello della sposa quindi, per cercare di rimediare un pò al millenario torto, partiamo evitando i consigli sull’abito e sul trucco di Lei, e cerchiamo giocosamente di “ispirare” tutti quegli uomini a corto di idee che hanno intenzione di chiedere la mano della propria ragazza.
Prima di tutto metto le mani avanti: la situazione che vi descriverò è decisamente troppo perfetta, ed alcune delle cose che leggerete vi faranno sorridere o vi sembreranno improponibili…soprattutto conoscendo il carattere della futura sposa. Comunque se quello che leggerete non vi sarà d’aiuto, potete sempre scrivermi! Ciò premesso… possiamo partire.
Tutte le donne amano sentirsi al centro dell’attenzione del loro uomo, e in ognuna di esse è nascosta una principessa. Magari è davvero ben nascosta, ma vi assicuro che c’è. Scegliete una serata in cui siete pronti a dedicarvi completamente alla vostra Lei; meglio se preceduta da una giornata in cui l’avete portata in tutti i luoghi cari alla vostra storia d’amore e le avete comprato un fiore o offerto da bere in un posticino carino. Corteggiatela.
Se non avete a disposizione tutto il giorno per stare con lei e preparare l’atmosfera per l’exploit della serata, telefonatele, mandatele messaggi carini, o fatele arrivare dei fiori in ufficio con un biglietto in cui la invitate a cena. Scegliete un ristorante che lei adora o che avete selezionato accuratamente per fare la vostra proposta. Chiamate in anticipo il locale e assicuratevi di avere un tavolo lontano da qualsiasi disturbo, sia esso la toilette, la cucina, il calorifero o l’aria condizionata. Accordatevi con il cameriere per il menu e per il vino. Lei non dovrà decidere cosa ordinare, perché voi avrete già indicato allo chef le pietanze che senza dubbio avrebbe scelto.
Preparatevi con cura, indossate i vestiti che lei preferisce vedervi addosso e andatela a prendere. Fatele un complimento appena la vedete e apritele lo sportello della macchina. Sul suo sedile ci potrebbe essere un fiore.
Una volta al ristorante, entrate per primi. Il galateo vuole che sia l’uomo a dover entrare nella sala prima della donna, in modo da poter controllare che sia tutto in ordine e che la signora non abbia ad assistere a scene inadatte ai suoi gentili occhi.
Spostatele la sedia e fatela accomodare stando attenti che sia rivolta verso la sala, in modo che abbia la visione di tutto il locale. Voi invece, dovete avere occhi solo per lei.
Fate un cenno al cameriere e cominciate a gustare la vostra cena. Versatele l’acqua e il vino per tutta la durata della serata e, quando vi sembra il momento più adatto, tirate fuori la scatolina con l’anello di fidanzamento. Prendetele la mano sinistra e fate la vostra proposta con le parole che ritenete più significative, ma ricordate che in questi momenti un semplice “vuoi sposarmi” è più che sufficiente. Se invece amate stupirla, chiedete la sua mano dicendo una frase ad effetto, tipo “dimmi di sì e farai di me l’uomo più felice del mondo”.
E’ possibile che nasca in voi il desiderio di consegnare l’anello in un modo originale, come ad esempio metterlo nel flute di champagne (ma io suggerisco sempre il prosecco italiano) o farlo nascondere nel suo dolce. Se scegliete questo tipo di soluzione, fate estrema attenzione: purtroppo le future spose hanno la tendenza ad ingoiare il solitario.
A proposito…il solitario non è UN anello, ma è L’anello. Universalmente riconosciuto come il più raffinato che esista, solitamente è di oro bianco con un diamantino incastonato. In ogni caso, nulla vieta di regalare alla vostra fidanzata un anello diverso, che incontri i suoi gusti. Va benissimo anche etnico o d’acciaio In tutti i casi è obbligatorio che sia della misura corretta.
Premunitevi chiedendo alla sorella, alla mamma o ad un’amica di procurarvi un anello che la vostra fidanzata usa, e soprattutto che indossa all’anulare sinistro! Fatelo misurare da un gioielliere e poi riportatelo subito a chi ve l’ha dato. Quella persona sarà un valido alleato anche in futuro.
Se tutto va bene, la serata si concluderà con un sì. La vostra futura moglie diventerà immediatamente un vulcano di idee e vorrà dirlo a tutti…ma questo è il secondo argomento di cui parleremo. Portatela a casa, apritele lo sportello ed accompagnatela alla porta. Non andatevene finchè lei non sarà entrata e non sarete certi che è al sicuro.
Complimenti, Le avete regalato un giorno che non dimenticherà mai, e non lo dimenticherete neanche voi perché, in fondo, vi è piaciuto.
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| La notizia |
Comunicare all’esterno la decisione di volersi sposare è sempre un momento delicato, soprattutto per quanto riguarda le famiglie.
Di solito ci sono due possibili situazioni: uno dei due o entrambi non vanno d’accordo con i futuri suoceri; oppure si è completamente parte delle famiglie di entrambi. A prima vista quest’ultima eventualità potrebbe sembrare la più auspicabile, ma non sempre è così. In entrambi i casi siate cauti. Se non andate d’accordo con i vostri suoceri, cercate di giocare in campo neutro. Organizzate una cena fuori, o un aperitivo poco impegnativo, o un semplice appuntamento in centro per una passeggiata. Di solito quando non si è in casa propria si ha un autocontrollo maggiore, e si evitano toni accesi e gli atteggiamenti poco carini.
La richiesta di incontro, specialmente se è una delle poche in vari anni di fidanzamento, accenderà la curiosità dei vostri futuri suoceri, che cominceranno ad immaginare che ci sia qualche comunicazione particolare che la coppia deve fare alla famiglia. Secondo voi a quale comunicazione penseranno? Dal sospetto al concreto il passo è breve. Il vostro compito sarà sicuramente più facile, perché diventerà una comunicazione di qualcosa che si aspettano. Se poi lei indossa un anello nuovo all’anulare sinistro, non ci sarà quasi bisogno di parlare. Cercate di avere già in mente una data ed un luogo, in modo da anticipare le prime due domande, che di solito sono : quando e dove.
Dopo aver dato la notizia, evitate di cadere in provocazioni o di farvi colpire da sfrecciatine o battute cattivelle, se ce ne saranno. Consiglio alla sposa di cercare di coinvolgere, per quanto possibile, la futura suocera. Magari facendole delle domande sul suo matrimonio, e chiedendole se quel giorno potrà prestarle un gioiello di famiglia da indossare, o se vorrà darle un consiglio sul tipo di acconciatura o di trucco da utilizzare. Da queste discussioni spesso nascono delle buone complicità. Stessa cosa se chi non va d’accordo con i suoceri è lui. Potrebbe chiedere alla suocera un aiuto per il taglio del vestito, o al suocero per il nodo alla cravatta, o qualsiasi altra stupidaggine. Ricordate sempre che avete di fronte dei genitori, e che voi potreste esser i loro figli. Non vi negheranno un aiuto, ed apprezzeranno il fatto che glielo avete chiesto. Se i rapporti sono talmente tesi che nemmeno fare il primo passo potrà servire a nulla, nessun problema. Comunicherete la vostra decisione con calma e serenità.
Prendiamo in considerazione l’ipotesi che andiate perfettamente d’accordo con i suoceri. Il problema del dove e come dire che vi sposate non si pone. La confusione, verrà immediatamente dopo. Sarete travolti dall’entusiasmo delle famiglie che vorranno suggerirvi mille idee per il vostro giorno. E’ questo il momento in cui mostrare una grande gratitudine per il loro interessamento e per la disponibilità, e cominciare ad arginare i loro entusiasmi. A volte non è carino, ma è necessario far capire alla mamma o al papà che non desiderate che si occupino della lista degli invitati o che decidano per voi qual è il ristorante migliore o il luogo più consono al vostro ricevimento. Con dolcezza, fategli capire che volete fare tutto da soli (o con me, che alle mamme piaccio sempre!!), e che chiederete senz’altro consiglio a loro se vi troverete in difficoltà. Non accettate ricatti del tipo: “loro vi hanno invitati”, o “se non li invitate fate/facciamo brutta figura”. L’importante è che al vostro matrimonio siano presenti le persone che per voi fanno la differenza, cioè quelli con cui desiderate davvero dividere un momento così importante. Non mischiate le persone a cui tenete con quelle a cui non tenete. Offendereste le prime.
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| nizio dei preparativi: il ristorante |
Dopo aver divagato in questioni legate al matrimonio, ma non strettamente connesse con i preparativi, rituffiamoci nella parte più pratica delle cose.
Ricapitolando: avete la data presunta, la comunicazione ufficiale ad amici e parenti e avete deciso se sposarvi in chiesa o in comune. A questo punto dovete fare in modo che la data presunta diventi certa, e l’unico modo è fissare o il ristorante o la chiesa/comune. Attenzione alle precedenze! Non è detto che la chiesa o la sala del comune siano disponibili nello stesso giorno del ristorante, quindi decidete da cosa partire in base a ciò che considerate irrinunciabile. Festeggiare al ristorante è sicuramente una scelta più pratica e veloce rispetto all’individuazione di una location e di un catering, ma va fatta con maggiore anticipo. Consiglio di muoversi un anno o al massimo 10 mesi prima della data presunta, visto che i ristoranti migliori sono anche i più ambiti. Quando vi recherete dal ristoratore, cercate di avere almeno una minima idea del numero di persone che inviterete e della tipologia di menu che vorrete offrire. Non serve avere chiara la lista delle pietanze, ma almeno essere già orientati su un menu di carne o di pesce, o entrambi.
Se invece desiderate dei cibi esotici o particolarmente originali, ditelo immediatamente al titolare. Vi avviso fin d’ora che le idee nuove o insolite sono molto difficili da realizzare; in genere per i ristoratori è più produttivo offrire una tipologia di servizio standardizzata, che assicuri sempre un buon risultato e non dà problemi di organizzazione. Se doveste trovare un ristoratore aperto alle sfide culinarie, agli allestimenti originali e talmente sicuro del suo personale da esaudire ogni vostra richiesta, presentatemelo perché è il prototipo del mio fornitore. A parte gli scherzi, chiedete il maggior numero di informazioni possibili sulle proposte culinarie del ristorante, sul prezzo a persona che vi verrà praticato, sull’esclusiva della sala per il giorno del ricevimento, sulla possibilità di creare un menù ad hoc per i bambini.
Queste sono le domande classiche, ma ce ne sarebbero mille altre da fare!
Sulla torta (è prevista nel menù? E se non voleste quel tipo di torta?), sui fumatori (dove li mettiamo?), sul parcheggio (c’è spazio per tutti? E se gli ospiti arrivano con un pulmino? E’ custodito?), sui servizi igienici (avete ospiti disabili?), sulle bevande, sugli orari, sulla musica, sui fiori, sull’apparecchiatura….è meglio che mi fermi, altrimenti questo intervento sembrerà pesantissimo. Se tutto andrà per il meglio, avrete il ristorante che desideravate fin dall’inizio ed avrete le risposte che vi servivano per decidere definitivamente.
Molto probabilmente il ristoratore vi chiederà un deposito cauzionale o una caparra per formalizzare la prenotazione. Non è necessaria una grande cifra, ma è meglio prevedere un acconto che dimostri la serietà della vostra prenotazione. Richiedete sempre una ricevuta.
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| Inizio dei preparativi: il catering |
Una buona alternativa al ristorante è la scelta di una location abbinata ad un catering.
Chi non sa ancora dove organizzare il ricevimento, può rivolgersi a me (;D) o direttamente al catering, dato che queste società lavorano con molte prestigiose locations.
Chi invece ha già prenotato la villa o il giardino dei suoi sogni, potrebbe avere il problema opposto, cioè quello di trovare la società a cui affidare la preparazione delle vettovaglie.
Anche in questo caso ci si può rivolgere a chi affitta le locations o alla sottoscritta.
Relativamente alla location, fate attenzione all’accessibilità della struttura, soprattutto se avete sopiti disabili o particolarmente anziani. Controllate che il parcheggio sia spazioso, che la villa sia data in esclusiva a voi per tutta la giornata, che ci sia un bel parco per le foto, che i servizi igienici siano facilmente accessibili, e che ci siano sale abbastanza grandi per contenere tutti in caso aveste optato per un ricevimento in giardino ed il tempo fosse inclemente.
Quando avrete la villa (o il giardino, o il rustico, o la barchessa…), dovrete individuare il catering.
Definite il budget che volete investire e che tipologia di ricevimento volete realizzare, poi uniformate le vostre finanze al genere di pietanze che maggiormente si confanno al tono del festeggiamento: volete un pranzo seduti o a buffet? Desiderate piatti caldi o soltanto sfizioserie? Volete un menu esotico o di prodotti del territorio? Tutte queste decisioni vanno prese tenendo ben presenti i vostri desideri, ma anche la lista degli invitati.
Un pranzo a buffet è più adatto se la maggior parte degli ospiti è giovane, se desiderate che gli ospiti possano prendere a loro piacimento ciò che preferiscono, e se volete dar loro la possibilità di alzarsi da tavola molto più spesso rispetto ad un pranzo servito. All’interno del budget che stanzierete, vanno incluse le spese per il noleggio delle sedie, dei tavoli, delle tovaglie, delle stoviglie e del personale. Questo NON significa affatto che un ricevimento “villa + catering” venga necessariamente a costare più di un pranzo o di una cena al ristorante. Basta saper ottimizzare le risorse. Qualunque cosa desideriate, affidatevi soltanto a professionisti del settore: quando si parla di cibo e di allestimenti, la delusione è dietro l’angolo. Prima di affidare a chiunque la vostra festa e i vostri ospiti, chiedete sempre di poter vedere una sala o una villa allestita per un altro matrimonio, pretendete una prova di degustazione di cibi e bevande, assicuratevi che ci sia la possibilità di scegliere fra vari tipi di apparecchiature dei tavoli, compreso il colore delle tovaglie e dei tovaglioli in coordinato, la tipologia di posateria e bicchieri, nonché il modello di sedia, di ombrelloni e candelabri (se li desiderate), di candele, di piattini per il pane…e di tutte le altre mille cose che distinguono un matrimonio qualunque dal vostro.
I professionisti seri chiedono sempre di poter vedere la location in cui organizzare il ricevimento (se non la conoscono già bene), fanno un sopralluogo accurato delle stanze in cui apparecchiare ed anche dei locali cosiddetti “di appoggio”. Verificate che all’interno della villa o del luogo prescelto si possa cucinare e, soprattutto se proporrete cibi fritti, che si possa friggere senza timore. Nel caso non si possa fare, cercate di individuare uno spazio nascosto all’esterno per eseguire questo tipo di preparazioni.
In fase di trattativa, chiedete se le bevande e la torta sono incluse nel prezzo a persona, e se ci sono maggiorazioni per un servizio che si dovesse protrarre oltre un certo orario. Generalmente dopo le 18.00 c’è un sovrapprezzo relativo alla presenza del personale di servizio. A volte le società di ristorazione, hanno accordi con dei fioristi per realizzare i centritavola e le decorazioni floreali. Accettate di utilizzare i loro fornitori dopo aver parlato loro personalmente, e dopo esservi assicurati che le creazioni del fiorista si uniformeranno allo stile dei fiori presenti in chiesa o in comune, e che saranno in linea con tutto il resto. Bouquet della sposa compreso.
Una volta definito il tutto, versate un acconto al catering e pretendete una ricevuta.
Per esigenze sanitarie, tutto ciò che non verrà consumato durante il ricevimento, non potrà essere consegnato a voi né a nessun altro, ma il catering provvederà ad imballarlo ed a smaltirlo secondo le norme sanitarie previste.
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| I fiori |
L'allestimento floreale è uno dei complementi più importanti del matrimonio perchè, insieme alle luci ed ai tessuti, ha il compito di creare l'ambientazione in cui volete che si svolga la cerimonia e successivamente il ricevimento.
Per tale motivo è fondamentale rivolgersi ad un fiorista professionista, o meglio ancora ad un flower designer, che sappia proporre composizioni di tipo classico e moderno, che abbia una grande manualità ed una sostanziosa creatività, che disponga in negozio di supporti di vario genere e di un book di fotografie. Dicendo “supporti di vario genere”, intendo non sempre a solo spugne bagnate dentro sottovasi, ma anche cesteria, oggetti di design, vetri, ferri battuti, intrecci di midollino, plexiglass, pietra e legno all'interno dei quali dar forma alle composizioni.
Diffidate di chi non vi chiede almeno delle fotografie della chiesa limitandosi a definire tutto tramite un disegno del posizionamento delle composizioni, a meno che non conosca già bene la chiesa. Di solito chi utilizza questo modo di operare, realizza più o meno sempre lo stesso allestimento e successivamente lo adatta all'ambiente. Questo n on solo rende tutti gli addobbi floreali simili a se stessi, ma distrugge completamente l'effetto sorpresa che dovrebbe colpire gli ospiti quando entrano in chiesa o in villa, perchè tutti si aspettano di vedere i fiori che ornano la chiesa esattamente nei punti in cui sono stati posizionati.
E allora io dico...osate. Il total white è sempre elegante e la rosa è sempre un fiore bellissimo e molto romantico che sta bene più o meno dappertutto, ma non dimenticate il colore, le candele, i verdi, le bacche, le foglie, il vetro ed i cristalli, i drappi ed i vasi, le fascine di legna, l'alluminio. E' il materiale che fa la differenza. E allora via alle gerbere, alle margherite, ai tulipani, alle calle, alle peonie ed alle dalie, ai lillà, alle ortensie...
Un altro elemento importante nella scelta dell'allestimento, è l'architettura della chiesa. Potete avere composizioni più voluminose o più lineari, ma tenete sempre bene a mente l'ambiente entro cui le posizionate e, se posso permettermi un ultimo consiglio, ricordatevi che non sempre il molto equivale al bello.
Un discorso particolare va riservato al bouquet.
Questo “scettro” da principessa, deve avere dimensioni e peso ragionevoli (non dimenticate che dovrete tenerlo in mano tutto il giorno), e dev'essere in linea con i fiori che ci sono in chiesa. Assolutamente di pessimo gusto è entrare con un bouquet di orchidee se la chiesa è arricchita da composizioni di margherite. Tutto deve richiamare tutto il resto in modo che ogni cosa riconduca l'immaginario collettivo all'atmosfera che voi avete voluto creare.
Fate attenzione a non scegliere fiori che si disidratano in fretta, e nel caso non poteste farne a meno, chiedete al fiorista di posizionare al termine dei gambi delle fialette piene d'acqua in modo che i fiori possano dissetarsi.
Non esistono solo bouquet rotondi o cadenti (cioè a goccia), ma ci sono sfiziose borsette, manicotti, scettri, sfere..ma quanta eleganza anche in un singolo fiore!
Resto a disposizione per un consiglio per email... |
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